Il fumo fa male al cuore?

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La risposta è: ASSOLUTAMENTE SI!

Tra le morti per cause cardiovascolari, una su cinque è connessa al fumo.

La speranza di vita di un fumatore è otto anni inferiore a quella di un non fumatore.

L’associazione fra fumo di sigaretta e rischio cardiovascolare è nota da molti anni ed è documentata da diversi studi clinici. I fumatori hanno da due a quattro volte più probabilità di sviluppare una malattia cardiovascolare (ictus, infarto). Il fumo è da solo sufficiente ad aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, ma questo effetto aumenta drasticamente in presenza di altri fattori di rischio cardiovascolare (ipertensione, diabete, obesità).

Inoltre, il danno è direttamente proporzionale al numero di sigarette fumate (forte associazione dose-risposta). Ogni singola sigaretta accesa è in grado di aumentare il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. Numerosi studi epidemiologici hanno dimostrato che l’incidenza di malattie cardiovascolari aumenta all’aumentare del numero di sigarette fumate al giorno.

COME AGISCE SUL CUORE E SULL’INTERO SISTEMA CIRCOLATORIO?

Il fumo è in grado di ridurre la quantità di ossigeno che arriva al cuore, aumentare la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca, danneggiare la parete interna dei vasi sanguigni, indurre vasocostrizione arteriosa, favorire lo sviluppo di placche aterosclerotiche nei vasi sanguigni. Tutto ciò aumenta l’incidenza di incorrere in patologie severe come la cardiopatia ischemica, l’aterosclerosi, l’aneurisma dell’aorta, l’insufficienza cardiaca, ictus cerebrale. Agisce inoltre sull’intero albero vascolare del corpo, provocando anche altri danni come quelli alle arterie degli arti inferiori, causa di dolore durante il cammino (“claudicatio intermittens”), oppure può anche provocare impotenza maschile.

 

QUALI ALTRI DANNI E’ IN GRADO DI PROVOCARE?

C’è una relazione diretta tra fumo e sviluppo di tumori a livello polmonare (il 90% dei tumori polmonari sono causati dal fumo), distretto ORL, a livello esofageo, renale e vescicale, tumore del pancreas e del colon. Questi danni dipendono dal numero di anni di esposizione al fumo.

Il fumo di sigaretta è la causa più importante di malattie respiratorie come la bronchite cronica ostruttiva (BPCO) e l’enfisema polmonare. Il fumo riduce anche le difese del sistema immunitario, per cui aumenta il rischio di infezioni. 

Può favorire inoltre malattie gastro intestinali come ulcera gastrica e riacutizzazioni di morbo di Chron.

Il fumo infine è un’importante causa di mortalità fetale e di sterilità.  

COSA CONTIENE UNA SIGARETTA

  • Sostanze esclusivamente tossiche/irritanti: nicotina, monossido di carbonio, acido cianidrico, toluene, acetone, buona parte del catrame, ammoniaca, acroleina, acrilonitrile, cianurodi idrogeno e metilammina.
  • Sostanze tossiche e cancerogene: ammine aromatiche, nitrosammine specifiche del tabacco, formaldeide, idrocarburi aromatici policiclicidel catrame, 1-3 butadiene, benzene, cumene, cadmio, acetaldeide, arsenico, cromo, berillio, ossido di etilene, nichel, polonio-210 e cloruro di vinile.

 

PERCHE’ NON SI RIESCE FACILMENTE A SMETTERE PUR VOLENDOLO?

Il fumo non è solo un vizio. È una vera e propria malattia perché è una dipendenza, sia fisica che psicologica. Quando arriva ai polmoni, la nicotina passa nel sangue e arriva al cervello in pochi secondi. La nicotina stimola la liberazione di dopamina nel SNC e di adrenalina nel surrene. L’effetto è eccitatorio sia a livello della mente che del corpo. Poco dopo, però, subentra un effetto deprimente che spinge a fumare ancora per provare di nuovo gli effetti positivi.

La dipendenza quindi, non è solo psicologica ma anche fisica.

Quando si smette di fumare si manifesta una vera e propria sindrome da astinenza, caratterizzata da:

  • irritabilità, ansia; 
  • voglia indomabile di fumare; 
  • difficoltà di concentrazione;
  • insonnia;
  • tremori

I sintomi di astinenza sono più importanti i primi giorni (prima settimana), poi si manifestano sempre meno, fino alla scomparsa definitiva.

Secondo l’Organizzazione Mondiale di Sanità la dipendenza da nicotina viene definita in base a 3 criteri: 

  • tentativo fallito di smettere di fumare;
  • difficoltà nel controllare l’uso di tabacco;
  • comparsa di sintomi d’astinenza alla sospensione.

Per valutare autonomamente il proprio livello di dipendenza dalla nicotina basta porsi una domanda: dopo quanto tempo, a seguito del risveglio, fumo la prima sigaretta?
Più la prima sigaretta è vicina al momento del risveglio, più la dipendenza sarà radicata. 

 

IL FUMO PASSIVO FA MALE? 

Il fumo “passivo” è quello che viene inalato involontariamente dalle persone che si trovano a contatto con uno o più fumatori “attivi”.

Nei soggetti esposti a fumo passivo, la probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari e cancro al polmone aumenta infatti rispettivamente del 25-30% e del 20-30%.

Il fumo passivo, infatti, contiene infatti più di 50 sostanze cancerogene, che vengono inalate dai non fumatori quasi nelle stesse quantità che assorbe chi fuma.

 Il rapporto The Health Consequences of Involuntary Exposure to Tobacco Smoke sottolinea come anche una breve esposizione a fumo passivo rappresenti un pericolo notevole.

Il fumo passivo può causare le stesse patologie di quello attivo: tumore al polmone, problemi respiratori, sindrome della morte in culla, aterosclerosi e infarto del miocardio, attacchi d’asma nei bambini piccoli.

Alcuni dati: il fumo passivo provoca ogni anno negli USA quasi 5.000 decessi per cancro del polmone nei non fumatori. In Italia il fumo passivo sarebbe responsabile di un migliaio di morti l’anno.

LE SIGARETTE ELETTRONICHE FANNO MENO MALE DI QUELLE TRADIZIONALI?

Dal sito del Ministero della Salute:

“Ad aprile 2021 è stato pubblicato il parere finale del Comitato scientifico della Commissione europea, che valuta i rischi sanitari emergenti (SCHEER – Scientific Committee on Health, Environmental and Emerging Risks) sugli effetti sulla salute e la dimensione di salute pubblica delle sigarette elettroniche.
Il Comitato ha riscontrato elementi di prova moderati dei rischi di danni irritativi locali alle vie respiratorie e un livello moderato, ma in crescita, di evidenze provenienti da dati umani che indicano che le sigarette elettroniche hanno effetti nocivi sulla salute, in particolare, ma non solo, sul sistema cardiovascolare. Inoltre ha riscontrato elementi di prova da deboli a moderati dei rischi di cancerogenicità per le vie respiratorie dovuti all’esposizione cumulativa a lungo termine alle nitrosammine e all’esposizione all’acetaldeide e alla formaldeide e ha concluso che vi sono forti elementi di prova del rischio di avvelenamento e lesioni a causa di ustioni ed esplosioni.
Ha inoltre riscontrato elementi di prova da deboli a moderati di diversi rischi connessi all’esposizione passiva. Nel complesso, vi sono evidenze moderate del fatto che le sigarette elettroniche sono una via di accesso al tabagismo per i giovani ed evidenze forti del fatto che gli aromi contribuiscono in modo significativo all’attrattiva della sigaretta elettronica e all’iniziazione al suo utilizzo. Al contempo vi sono scarse prove a sostegno dell’efficacia delle sigarette elettroniche nell’aiutare i fumatori a smettere di fumare e i dati sulla riduzione del fumo sono giudicati da deboli a moderati.

La DGSANTE, basandosi sul parere dello SCHEER sulle conseguenze sulla salute e il ruolo importante che le sigarette elettroniche svolgono nell’iniziazione al fumo, sostiene l’approccio prudente e precauzionale adottato finora. Tuttavia si dovrebbe valutare se alcune disposizioni possono essere ulteriormente sviluppate o chiarite, ad esempio per quanto riguarda le dimensioni dei serbatoi o gli obblighi di etichettatura, l’uso degli aromi, l’uso di liquidi esenti da nicotina e le disposizioni in materia di pubblicità.

 

SMETTERE DI FUMARE: VANTAGGI

Il fumo è l’unico fattore di rischio che potrebbe essere completamente rimosso.

Smettere di fumare è la cosa più importante che un fumatore può fare per vivere più a lungo.

I vantaggi sono subito evidenti.

Ecco cosa dice l’Organizzazione mondiale della salute:

Smettendo di fumare ci sono benefici immediati e a lungo termine per tutti i fumatori:

  • entro 20 minuti rallenta il battito cardiaco e cala la pressione del sangue
  • dopo 12 ore il livello di monossido di carbonio nel sangue torna alla normalità
  • dalle 2 alle 12 settimane la circolazione migliora e aumenta la funzionalità polmonare
  • da 1 a 9 mesi dopo avere smesso, migliorano tosse e respiro corto
  • dopo 1 anno il rischio di malattia coronarica è dimezzato rispetto a quello di un fumatore
  • da 5 a 15 anni dopo avere smesso, il rischio di ictus si riduce al pari di quello di un non fumatore
  • dopo 10 anni il rischio di tumore al polmone diventa la metà di quello di un fumatore e diminuiscono i rischi di tumori della bocca, della gola, dell’esofago, della vescica, della cervice uterina e del pancreas
  • dopo 15 anni il rischo di una cardiopatia coronarica è simile a quelli di chi non ha mai fumato.

E TU, CHE ASPETTI?


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